Cari amici
Il 22 gennaio Sguazzi deciderà se e come continuare a sostenere il progetto “Una biblioteca per l’Ospedale di Man”. La primordiale idea della biblioteca si è evoluta in un progetto di sostegno culturale- sociale in collaborazione necessaria con altre realtà locali e europee.
Molto è stato scritto riguardo il progetto, ma un vero momento decisionale collettivo associativo non c’è mai stato. Lascio a voi soci individuarne le ragioni.
Per ciò che mi concerne riconosco di aver abusato della delega decisionale, concessami sempre dai direttivi che si sono succeduti, per convenienza temporale e di aver lavorato poco per creare le condizioni per una delega partecipata.
Per aiutare Sguazzi, alcune persone che hanno lavorato per la città di Man interverranno il 22 gennaio per raccontare lo stato del progetto e le prospettive.
La connessione internet a alta velocità è attiva da 18 mesi. Nonostante rappresenti un’oasi in un contesto di accesso alle informazioni desolante, la qualità delle cure continua a essere scarsa e i medici preferiscono lavorare a Abidjan . Medici senza Frontiere potrebbe ritornare. L’agenzia spaziale Europea nei prossimi mesi terminerà il suo supporto e ci sarà un nuovo costoso gestore della connettività. L’attivazione della telemedicina è ancora un miraggio.
Le rigide gerarchie associative e la fatica del lavoro volontario quando la precarietà economica e sociale incalzano e la guerra, che è di nuovo divenuta un’ipotesi quotidiana incombente, rallentano e minano l’evoluzione del progetto
Eppure in questi anni, senza l’input iniziale di Sguazzi, probabilmente l’Ospedale di Man avrebbe conosciuto una solitudine inesorabile. Poco o nulla è rimasto del precedente lavoro di Medici senza Frontiere. Il Movimento dei Focolari, Act Now Alliance e Sguazzi hanno permesso alle parole sogno, speranza, promessa e fiducia di avere senso compiuto nei paraggi dell’Ospedale.
E’ nata un’associazione locale, ACIM, e grazie a essa alcune persone di Man si sono sperimentate in ruoli di leadership e progettazione. Un gruppo di giovani è incentivato a produrre arte.
Da tempo a Man gli effetti collaterali “umani”del progetto predominano sugli obiettivi principali iniziali.
Da luglio 2012 continuerò in modo personale a seguire le vicende di Man, ma non sarò più il rifermento per Sguazzi. All’associazione lascerò l’eventuale monitoraggio dell’adeguato impiego del finanziamento che potrebbe provenire dalla Rotary Club di Bergamo.
Dopo sei anni è tempo che Sguazzi riesca a far vivere un momento collettivo per rispondere con onestà a qualche domanda:
Il progetto è stato in grado di trasformare l’associazione Sguazzi ?
C’ è interesse nel continuare le relazioni con i partner principali del progetto ?
Esistono le risorse motivazionali, operative e umane per continuare il supporto a Man ?
Per evitare che le dimensioni simbolica e affettiva rinchiudano gli spazi razionali, ritengo utile riposizionare la mia figura in una postazione più anonima e definire alcuni ambiti nei quali la riflessione e le decisioni conseguenti dovranno dirigersi, affinché la giornata possa aiutare l’associazione a maturare consapevolezze:
1. L’attività umanitaria \ cooperativa non rientra attualmente negli obiettivi principali associativi. L’ambito cooperativo sarà di interesse per Sguazzi nei prossimi cinque anni ?
2. Se sì, con quali obiettivi generali e modalità operative pensa di muoversi in futuro l’associazione ?
3. E’ possibile aggiungere considerazioni ulteriore sulla modalità di chiusura dei progetti ?
Mi auguro che questi ambiti di riflessione proposti possano aiutare l’associazione anche nella revisione dello Statuto attualmente in atto.
Grazie a tutti per la fiducia e il potere decisionale che mi avete concesso in questi anni.
E’ un privilegio di pochi.
Spesso mi è capitato di pensare di aver dato tutto, anche troppo. Era sera
Ho sempre pensato che potevo fare molto di più e meglio. Era mattino
Con affetto.
Mirco